a cura di Ferdinando Paviglianiti

Il più antico regime democratico prevede la partecipazione all’Assemblea esclusivamente di coloro che godono della cittadinanza. Di fondamentale rilevanza è, quindi, l’accertare chi godesse di essa nella città antica.

In Atene potevano essere cittadini i soli maschi adulti, figli di padre e madre ateniesi liberi dalla nascita, in grado di combattere e, quindi possidenti, poiché solo chi aveva ricchezza poteva sostenere i costi per l’acquisto delle armi. Di conseguenza una grande parte della popolazione, cioè i nullatenenti ed i figli di un solo genitore libero, erano esclusi dalle funzioni politiche cittadine. Quando, però, sorge in Atene l’esigenza di avere a disposizione una forte flotta e perciò di ricorrere a un gran numero di marinai, si attua una svolta fondamentale nell’individuazione degli aventi il diritto alla cittadinanza, poiché la stessa viene estesa anche ai marinai benchè nullatenenti e pertanto non in grado di armarsi : si può dunque fondatamente ritenere che l’ampliamento della cittadinanza e, quindi, per così dire, una maggiore democrazia, sia strettamente connessa con la nascita , in Atene, dall’impero marittimo.

Due sono i gruppi dirigenti principali che, a questo punto, si formano nell’ambito della città: da un lato una minoranza di signori, gli oligarchi, che si riuniscono in eterìe, che rifiutano l’apporto dei nullatenenti, che non accettano il sistema democratico e costituiscono per esso una minaccia costante; dall’altro coloro che accettano di dirigere un sistema di cui sono parte maggioritaria i non possidenti.


Da tutto ciò emerge la rilevanza fondamentale della cittadinanza, da un lato perché solo chi è cittadino partecipa al potere, dall’altro perché la prevalenza di un gruppo dirigenziale rispetto ad un altro è strettamente collegata ai componenti della cittadinanza, sia come numero che come qualità. Sintomatico è il fatto che gli oligarchi, conquistato il potere, abbiano immediatamente ridotto il numero di cittadini e che i democratici, riacquistato il potere, abbiano escluso dalla cittadinanza i cittadini sostenitori degli oligarchi.

Caratterizzante del regime politico di Atene è anche il fatto che i cittadini, non poche volte pronti a contendersi il bene della cittadinanza, si sono sempre trovati d’accordo, tranne che in situazioni eccezionali, nel non estendere la cittadinanza al di fuori della comunità.

a cura di Christofer Lambeert

Il meglio arriva a chi sa aspettare. Disney+, la nuova piattaforma di streaming, disponibile in Italia da Marzo 2020. Registrati ora: disneyplus.com #DisneyPlus

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Al lancio Disney+ potrà contare su un catalogo che comprende almeno 25 serie TV originali, 500 film (tra cui un centinaio tra le più recenti produzioni Disney), tutte le stagioni de I Simpson, oltre 250 ore di contenuti firmati NatGeo, 5.000 episodi tratti da Disney Channel e tanto altro. Disney ha già pronta la roadmap per i primi 5 anni del servizio: l’intenzione è quella di arrivare a oltre 50 serie TV originali, più di 10.000 episodi di serie e contenuti passati e molto altro.

In Italia gli abbonati avranno accesso a “The Mandalorian” la serie acclamata dalla critica, scritta e prodotta da Jon Favreau; “High School Musical: The Musical: The Series”, versione moderna e creativa del franchise di successo con meta riferimenti, un nuovo stile documentaristico e una colonna sonora che, con 9 nuove canzoni originali, rende omaggio al film omonimo; “The World According To Jeff Goldblum”, serie che esplora il meraviglioso e spesso sorprendente mondo degli oggetti a noi più familiari; “Lilli e il vagabondo”, una rivisitazione senza tempo del classico d’animazione del 1955.

Tra gli altri contenuti originali presenti già al lancio ci saranno: “Encore” prodotto da Kristen Bell; “Diary of A Future President” scritto e prodotto da Ilana Peña (“Crazy Ex-Girlfriend”) e da Gina Rodriguez (“Jane the Virgin”); “The Imagineering Story”, che racconta dell’eclettico gruppo di straordinari creativi che danno vita ai Parchi Disney. Di seguito abbiamo dedicato due sezioni ai contenuti Marvel e Star Wars, ma ci saranno anche tante altre novità Disney, Pixar e National Geographic.

a cura di Luigi Chianese

È ormai trascorso qualche giorno dall’ inizio del 2020 e come di consuetudine ormai, all’alba del nuovo anno, tutti noi ci rifugiamo nei cassetti più remoti della nostra mente alla ricerca di forti cariche motivazionali nella solenne speranza di raggiungere nuovi obiettivi durante l’anno. In questi primi giorni si è parlato tanto della sorprendente scelta del ormai ex-capitano nonché astronauta Samantha Cristoforetti (una donna che di obiettivi ne ha raggiunti, e direi anche tanti) di abbandonare la Forza Armata dell’Aeronautica Militare e dedicarsi unicamente al proprio lavoro presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). È importante ora definire come sia molto comune tra gli astronauti rimanere presso i corpi militari di loro appartenenza e lavorare contemporaneamente a progetti di agenzie spaziali. La scelta quindi ha sorpreso in molti, compreso i vertici della Forza Armata che mai si sarebbero aspettati la separazione. Si è vociferato che siano state proprio alcune pressioni di alcuni appartenenti al corpo militare che abbiano indotto Samantha a scegliere di svestirsi della divisa militare e indossare solo ed esclusivamente quella da cosmonauta.

L’astronauta si è detta realmente felice di abbracciare i nuovi progetti ESA e la nuova missione spaziale che la aspetta, ponendo dunque il passato alle spalle. Come lei, tantissimi uomini e donne hanno provato a percorrere l’arduo e faticoso processo di selezione che porta un singolo individuo arrivare all’interno di una grande famiglia, quella spaziale. A tal proposito il nostro Paese vanta una ricca lista di grandi nomi che hanno contribuito allo sviluppo scientifico nello Spazio e che hanno potuto ammirare la Terra dall’alto.

Ecco chi sono coloro che sin da bambini hanno tenuto sempre fissi gli occhi puntati al cielo: gli italiani che ce l’hanno fatta.

Franco Malerba, nato il 10 ottobre 1946 a Busalla (Genova), è stato il primo astronauta italiano che ha viaggiato nello Spazio. Astronauta dal 1991, ha compiuto un unico viaggio spaziale nel 1992 utilizzando lo Space Shuttle Atlantis. Il ruolo ricoperto è stato quello di “prime payload specialist” per la missione Tss-1 della Nasa, volo spaziale Sts-46, per il quale si è addestrato per un anno intero presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. Ha trascorso nello Spazio 7 giorni, 23 ore e 15 minuti.

Maurizio Cheli, nato il 4 maggio 1959 a Zocca (Modena), è stato collaudatore dell’Alenia Aeronautica e responsabile dello sviluppo del caccia europeo Eurofighter Typhoon. Astronauta dal 1993, ha compiuto un unico viaggio spaziale nel 1996 utilizzando lo Space Shuttle Columbia. Il ruolo ricoperto è stato quello di “mission specialist” nel volo spaziale Sts-75, per il quale si è addestrato per tre anni presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. Ha trascorso nello Spazio 15 giorni, 17 ore e 41 minuti.

Umberto Guidoni, nato il 18 agosto 1954 a Roma, è stato il primo europeo a mettere piede all’interno della Stazione spaziale internazionale. Astronauta dal 1995, ha compiuto due viaggi spaziali nel 1996 e nel 2001 utilizzando gli Space Shuttle Columbia e Space Shuttle Endeavour. I ruoli ricoperti sono stati quelli di “specialista di carico utile del volo spaziale Sts-75 e assemblaggio della Stazione spaziale internazionale”, per i quali si è addestrato per anni presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. Ha trascorso nello Spazio 27 giorni, 15 ore e 12 minuti.

Roberto Vittori, nato il 15 ottobre 1964 a Viterbo è l’astronauta italiano con il maggior numero di missioni all’attivo. Astronauta dal 1998, ha compiuto tre viaggi spaziali nel 2002, nel 2005 e nel 2011 utilizzando lo Space Shuttle Endeavour e le navicelle russe Soyuz. I ruoli ricoperti sono stati quelli di “pilota Soyuz e responsabile esperimenti scientifici” per i quali si è addestrato per anni spostandosi tra il Johnson Space Center della Nasa a Houston e Star City in Russia. Ha trascorso nello Spazio 35 giorni, 12 ore e 26 minuti.

Paolo Nespoli, nato il 6 aprile 1957 a Milano, è stato ufficiale dell’Esercito Italiano, il primo militare astronauta scelto non proveniente da forze armate aeree. Astronauta dal 1998, ha compiuto due viaggi spaziali nel 2007, nel 2010 utilizzando lo Space Shuttle Discovery e la navicella russa Soyuz. I ruoli ricoperti sono stati quelli di “mission specialist dell’Esa per le missioni Esperia e MagISStra”, per i quali si è addestrato per anni presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. Ha trascorso nello Spazio 174 giorni, 9 ore e 40 minuti.

Luca Parmitano, nato il 27 settembre 1976 a Paternò (Catania), è il primo (e finora unico) astronauta italiano ad effettuare una passeggiata spaziale. Astronauta dal 2009, ha compiuto un viaggio spaziale nel 2013 e uno nel 2019, utilizzando le navicelle russe Soyuz per i lanci. I ruoli ricoperti sono stati quelli di “ingegnere di volo nel 2013, e quello di comandante a bordo della Stazione spaziale internazionale nel 2019”, per i quali si è addestrato per anni spostandosi tra il Johnson Space Center della Nasa a Houston, il centro dell’Esa a Colonia, Star City in Russia, Canada e Giappone. Ha trascorso nello Spazio più di 200 giorni ed attualmente è ancora a capo della ISS (International Space Station).

Samantha Cristoforetti, nata il 26 aprile 1977 a Milano è la prima donna italiana ad essere stata inserita negli equipaggi dell’ESA. Astronauta dal 2009, ha compiuto un viaggio spaziale nel 2014 utilizzando la navicella russa Soyuz per il lancio. Il ruolo ricoperto è stato quello di “responsabile degli esperimenti scientifici e ingegnere di volo delle navicelle Soyuz.”, per i quali si è addestrata per anni spostandosi tra il Johnson Space Center della Nasa a Houston, il centro dell’Esa a Colonia, Star City in Russia, Canada e Giappone, proprio come il suo collega Parmitano. Ha trascorso nello Spazio 199 giorni, 16 ore e 42 minuti.