a cura di Gisella Carullo

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Capitan Miki è un personaggio immaginario protagonista di un’omonima serie a fumetti ideata e realizzata dalla Essegesse e pubblicata per la prima volta in formato a striscia dal 1951 dall’Editoriale Dardo. Raggiunse un grande successo di vendite con tirature di circa 200.000 copie arrivando a toccare nella seconda metà degli anni cinquanta le 250.000 copie settimanali. 

Miki è un adolescente che si arruola nei ranger del Nevada per vendicare la morte di un amico per mano di un bianco a capo di una banda di indiani ribelli. Miki riesce nella missione e incomincia una carriera militare che lo porterà fino al grado di capitano. Imbattibile nell’uso delle pistole Colt e nel combattimento corpo a corpo nonostante il fisico apparentemente gracile grazie alla conoscenza di tecniche di lotta orientali sconosciute nel west. Miscelando i classici elementi e i personaggi tipici di ogni storia della frontiera le storie sono incentrate sulle avventure del giovane ranger e dei suoi fedeli compagni, Doppio Rhum, un vecchio scout ubriacone e Salasso, sedicente medico e esperto truffatore, oltre ad altri comprimari più o meno caratterizzati come una graziosa ragazza di nome Susy, figlia del colonnello Brown, comandante del forte Coulvwer, dove presta servizio, con Miki però sempre troppo impegnato per farle una vera corte. Si scontrerà con vari nemici quali Magic Face, il Generale Diaz e il mago Kundra. 

Le avventure di Miki sono inoltre state realizzate anche in circuito amatoriale. Corrado Civello ha realizzato tre storie intitolate “La vendetta di Magic Face”, “Il ritorno di Calavera” e “Il figlio di Magic Face”, su testi di Luciano Spanò. Nella prima Magic Face, sostituitosi al comandante della nave dove era capitato fuggendo da Miki, sbarca e prepara la sua vendetta. Infatti Magic Face ha preso il posto del colonnello Brown, allontanato con Susy da forte Coulver con un telegramma e arruolando banditi al posto dei ranger. Ma Miki grazie all’aiuto di un connazionale del napoletano Gennaro Esposito, il gigantesco catanese Giuseppe Vinciguerra detto Pippu u tirrimotu, elimina definitivamente Magic Face. Nel ritorno di Calavera, si scopre che il generale redivivo ha un luogotenente il quale si rivelerà essere il figlio di Magic Face, con cui Miki si scontrerà appunto nel terzo albo. Anche Marco Pugacioff ha realizzate alcune avventure inedite. In queste si viene a sapere che il cognome di Miki è Wolf in quanto nipote del Comandante Mark e di sua moglie Betty. In più viene rivelato che Gennaro Esposito è fuggito in America e partecipò agli ordini di Garibaldi alla difesa della Repubblica romana del 1849..

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Fa parte di una serie di personaggi di giovane età protagonisti di avventure western inaugurata nel 1948 dal Piccolo Sceriffo e che ebbe numerosi epigoni quali Il piccolo Ranger e Un ragazzo nel Far West; all’interno di questo sottogenere western, Capitan Miki esordì nel 1951 ed ebbe una lunga vita editoriale venendo pubblicato fino all’ottobre 1967 oltre a essere ristampato più volte in vari formati editoriali.  Il fumetto nacque su iniziativa del gruppo di autori noto come EsseGesse e composto dai disegnatori Giovanni SinchettoDario Guzzon e Pietro Sartoris e lo realizzarono fino al 1965 quando conclusero il loro contratto con la Dardo. La serie venne continuata fino al 1967 per opera di altri autori come Eugenio Tonino Benni, Nestore Del Boccio, Bertrand Charlas, Pierre Mouchot e Franco Bignotti sempre edita dallo stesso editore. Negli anni novanta vi fu una breve produzione di nuove storie su soggetto e supervisione del solo Dario Guzzon, ultimo sopravvissuto del trio, e realizzate da Alberto Arato per i testi e disegnati da Birago Balzano e Paolo Ongaro. L’ultima storia inedita apparve sulla VII serie. Le letture dei fumetti di Capitan Miki oggi appaiono molto ingenue e semplici, infatti le distinzioni fra buoni e cattivi sono sempre molto nette e gli indiani sono quasi sempre cattivi e associati ai banditi. Le esclamazioni tipiche di Capitan Miki sono del tipo “Caspiterina!” oppure “Perbacco!” o “Accipicchia!”, cosa che farebbe sorridere i giovani di questi tempi, ma riteniamo che il suo punto di forza stia proprio in questo mondo, se vogliamo un po’ naif, ma proprio per questo godibile e pulito. 

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Capitan Miki rappresenta un fumetto storico che ha contribuito, così come tanti altri a diffondere il fumetto in Italia e vanta ancora un nutrito gruppo di appassionati lettori e collezionisti.

a cura di Christofer Lambeert

Il meglio arriva a chi sa aspettare. Disney+, la nuova piattaforma di streaming, disponibile in Italia da Marzo 2020. Registrati ora: disneyplus.com #DisneyPlus

Disponibile dal 24 Marzo
Segna la data sul calendario e non prendere impegni: ora abbiamo la data ufficiale del lancio di Disney+ e presto potrai guardare in streaming le più grandi storie, tutte su un’unica piattaforma.
Solo 6,99 € al mese o
69,99 € all’anno

Al lancio Disney+ potrà contare su un catalogo che comprende almeno 25 serie TV originali, 500 film (tra cui un centinaio tra le più recenti produzioni Disney), tutte le stagioni de I Simpson, oltre 250 ore di contenuti firmati NatGeo, 5.000 episodi tratti da Disney Channel e tanto altro. Disney ha già pronta la roadmap per i primi 5 anni del servizio: l’intenzione è quella di arrivare a oltre 50 serie TV originali, più di 10.000 episodi di serie e contenuti passati e molto altro.

In Italia gli abbonati avranno accesso a “The Mandalorian” la serie acclamata dalla critica, scritta e prodotta da Jon Favreau; “High School Musical: The Musical: The Series”, versione moderna e creativa del franchise di successo con meta riferimenti, un nuovo stile documentaristico e una colonna sonora che, con 9 nuove canzoni originali, rende omaggio al film omonimo; “The World According To Jeff Goldblum”, serie che esplora il meraviglioso e spesso sorprendente mondo degli oggetti a noi più familiari; “Lilli e il vagabondo”, una rivisitazione senza tempo del classico d’animazione del 1955.

Tra gli altri contenuti originali presenti già al lancio ci saranno: “Encore” prodotto da Kristen Bell; “Diary of A Future President” scritto e prodotto da Ilana Peña (“Crazy Ex-Girlfriend”) e da Gina Rodriguez (“Jane the Virgin”); “The Imagineering Story”, che racconta dell’eclettico gruppo di straordinari creativi che danno vita ai Parchi Disney. Di seguito abbiamo dedicato due sezioni ai contenuti Marvel e Star Wars, ma ci saranno anche tante altre novità Disney, Pixar e National Geographic.

a cura di Gisella Carullo

“ La genti lu chiamava Colapisci
pirchì stava ‘nto mari comu ‘npisci
dunni vinia non lu sapìa nissunu
fors’ era figghiu di lu Diu Nittunu.”

Una delle leggende più belle e famose della Sicilia riguarda il personaggio di Colapesce, che racchiude in sé l’amore incondizionato che lega ogni siciliano al suo mare. La leggenda di Colapesce è una leggenda diffusa nell’Italia meridionaletramandata in molte varianti, le cui origini risalgono al XII secolo. Nella versione più conosciuta della leggenda, si parla di Nicola (Cola di Messina), figlio di un pescatore, che viveva nei pressi di Capo Peloro a Messina. Questi era soprannominato Colapesce per la sua abilità nel muoversi sott’acqua. Di ritorno dalle sue immersioni, raccontava meraviglie e portava anche tesori. Tutti lo credevano matto, a cominciare dalla sua stessa famiglia, perché raccontava delle storie incredibili sulle strane creature che vivevano negli abissi.  La madre era disperata, non sapeva più che fare con questo figlio scansafatiche, che non solo non provvedeva a lavorare, ma si permetteva pure il lusso di rigettare in mare i pesci che il padre ed i fratelli avevano appena pescato. E tutto questo perché lui amava le creature del mare e non sopportava che qualcuno le uccidesse. Questa sua passione di conseguenza non era ben vista dalla madre, tanto più che un giorno la disperata lo maledisse pronunciando questa frase: «Che tu possa diventar come un pesce!» Detto fatto! Col passare del tempo la sua pelle divenne sempre più squamosa, le mani e i piedi simili a delle pinne.  La sua fama ben presto si diffuse tra la gente, fino ad arrivare alle orecchie del re Federico II di Svevia,  ed allora, volle metterlo alla prova. Il re buttò in mare una coppa, che subito venne recuperata da Colapesce. Butto la sua corona più a fondo e anche questa fu prontamente recuperata. La terza volta gettò un anello in un posto ancora più profondo. Colapesce mentre lo cercava, vide che la Sicilia poggiava su tre colonne: due erano intatte mentre la terza era consumata da un fuoco che c’era tra Catania e Messina. Colapesce, tornando in superficie, raccontò al re Ruggero ciò che vide, ma il sovrano non gli credette e obbligò, minacciandolo, di riportare dal mare quel fuoco. Colapesce gli rispose: «Maestà, vedete questo pezzo di legno? Io mi tufferò con esso, e se lo vedrete rimontare a galla bruciato, vuol dire che il fuoco c’è davvero, come dico io; ma vorrà anche dire che io sarò morto, perché il fuoco brucerà anche me» . Coraggiosamente Colapesce si tuffò in mare e tutti dal re, ai nobili alla gente del popolo rimasero in attesa che egli tornasse in superficie. Ma tornò a galla solo il pezzo di legno bruciato. Colapesce rimase in mare nel mezzo di quel fuoco a sorreggere (come tutt’ora fa!) quella colonna mal combinata, perché la sua terra tanto amata non crolli e se ogni tanto la terra tra Messina e Catania trema un po’, è solamente perché Colapesce cambia lato della sua spalla. Molti cantanti e cantastorie hanno dedicato loro opere a questo personaggio. Fra questi vi sono Otello Profazio, cantante folcloristico calabrese, autore della canzone ColapesceTobia Rinaldo, siciliano, che assieme al gruppo musicale folk I Cariddi ha inciso La leggenda di Colapesce; il gruppo vocale campano dei Baraonna, autore della canzone Cola; Antonello Irrera con A ballata ‘i colapisci; la cantastorie catanese Rosita Caliò, autrice di Colapisci e la band heavy/funk catanese Skull Above The Cannon con il brano NickFish.

 Su passati tanti jorna
Colapisci non ritorna
e l’aspettunu a marina
lu rignanti e la regina.

Poi si senti la so vuci
di lu mari ‘nsuperfici
Maestà! ccà sugnu, ccà!
‘nta lu funnu di lu mari 
ca non pozzu cchiù turnari
vui priati la Madonna
ca riggissi la culonna
cà sinnò si spezzerà
e la Sicilia sparirà.

Su passati tanti anni
Colapisci è sempri ddà
Maestà! Maestà!
Colapisci è sempri ddà!