Secondo le più recenti stime, pubblicate nel XXVIII Rapporto Immigrazione 2018-2019 di Caritas e Migrantes, i cittadini stranieri musulmani residenti in Italia risultano circa 1 milione e 580mila. Rispetto all’anno prima sono cresciuti del 2%. Un incremento minimo, se vogliamo, ma sempre costante. 

La recente sentenza della Cassazione (Sentenza n° 20504/19 ) vieta ai ragazzi  di portarsi il panino da casa, in sostituzione dei cibi forniti nella mensa della scuola. Non può essere consentito tale “pranzo a sacco”, in quanto non si materializza giuridicamente “ un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’auto-refezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici”. “Pertanto (tale diritto) non è configurabile e, quindi, non può costituire oggetto di accertamento da parte del giudice ordinario, in favore degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado”. “Portare il panino da casa”, scrivono i giudici, comporta una “possibile violazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione in base alle condizioni economiche, oltre che al diritto alla salute, tenuto conto dei rischi igienico-sanitari di una refezione individuale e non controllata”. 

L’ attenzione ora invece si sposta sui cibi concessi dalla religione musulmana, le mense scolastiche tornano al centro delle polemiche. Negli ultimi anni queste comunità islamiche hanno iniziato ad avanzare richieste sempre più insistenti sul sistema scolastico affinché venga introdotta nel menu della mensa anche la carne ” halal”, preparata cioè secondo le norme della legge islamica. Una definizione che per un musulmano praticante identifica tutto ciò che è considerato lecito secondo i precetti del Corano. La carne, per essere “Halal”, che in arabo significa “conforme alla legge”, è un tipo di carne che deve essere macellata secondo un preciso rituale, ovvero seguire le linee guida tradizionali che devono rispettare fedelmente i dettami  riportati nel Corano e nella Sunna.  

Secondo quanto riportato da “ilGazzettino.it”, alcuni genitori di origini bengalesi infatti avrebbero chiesto di inserire un menù alternativo a base di carne halal. La domanda è stata fatta durante il colloquio con la preside della scuola primaria ‘Cesare Battisti’ di Mestre. La dirigente della scuola, ha ribadito che, nonostante le classi siano composte per il 60% di bambini di origine straniere, “al momento la scuola non è in grado di garantire carni di tipo halal”. Però avrebbe già avanzato una controproposta per risolvere il problema: “I genitori potrebbero fare richiesta per un menù privo di carne, magari inserendola nel modulo di iscrizione. In questo modo i bambini potrebbero integrare la carne durante la cena”.  Staremo a vedere nei prossimi mesi l’evolversi della questione.

Articolo di Gisella Carullo

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Tante sono le materie in cui l’esperimento della mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale con il necessario supporto, per la parte, di un avvocato esperto in tecniche di negoziazione la cui presenza sia garante di supporto e di adeguata consulenza.

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La scelte ricade su questi quattro autori che attraverso delle logiche sul ruolo fondamentale e centrale del mediatore vi offrono un valido ausilio, tramite la loro conoscenza , agli avvocati per applicare le best practice di mediazione.

 Il testo volutamente discorsivo e scevro da tecnicismi esasperati e rivolto a tutto il variegato mondo dei professionisti della mediazione .

L’opera nasce da una scommessa tra due vecchi compagni di scuola, uno degli autori Paolo F. Cuzzola e l’editore Antonino Marino che a distanza di tempo, tanto…..troppo si sono ritrovati dinanzi un caffè ed hanno deciso di osare.

Buona lettura