Come un fulmine a ciel sereno la Rai ha pubblicato sei episodi (su Raiplay. Gli altri episodi verranno caricati a fine restauro  nel 2020 NDR) completamente restaurati in alta definizione dell’anime “Il fiuto di Sherlock Holmes”. Il restauro è di una importanza storica incredibile poiché è stata la prima collaborazione internazionale fra la RAI e il Giappone.

La storia di questa cooperazione nasce nel 1981 quando la RAI reduce dai successi come Marco Polo decide di creare una serie d’animazione dedicata all’investigatore inglese. Viene alla luce la collaborazione fra la RAI e la Tokyo Movie Shinsa per produrre la serie . Come regista  della serie vi sarà Hayao Miyazaki fino a quando verrà interrotta dopo pochi episodi. Ma la storia non si conclude qui. Infatti la produzione degli episodi viene interrotta fino a quando viene prodotto un episodio da mandare in onda prima del film Nausicaä della valle del vento. Da qui riprende la produzione degli episodi senza però essere sotto la regia del maestro giapponese Hayao Miyazaki.

La serie animata in Italia a differenza del Giappone, dove gli ascolti erano ottimi,  fu un totale fallimento. Questo perché la RAI decise di mandarlo in onda in un formato tagliuzzato in parti da cinque minuti e nonostante la RAI tentò di rilanciarlo qualche anno dopo all’interno del contenitore per ragazzi “Big!” non riscontrò per la seconda volta un grande successo.

In conclusione possiamo dire che questo restauro è importante sia per far conoscere sia ai giovani che al pubblico in generale uno degli anime del passato. Ma anche perché proprio questa serie ha segnato la storia della televisione italiana che per la prima volta collaborava con il Giappone per produrre un prodotto di qualità. Inoltre è una perla per gli amanti degli anime e per i fanatici di Hayao  Miyazaki, infatti essa è una delle sue prime produzioni. 

Eros Rubbuano

Gli ebrei anche detti popolo ebraico, sono un popolo, o gruppo etnico-religioso, e i fedeli di una religione, che prende origine dagli Israeliti del Vicino Oriente antico. Nazionalità e religione ebraiche sono strettamente correlate e l’ebraismo è la fede tradizionale della nazione ebraica. L’ebraismo guida i suoi aderenti sia nella vita pratica sia nella fede ed è stata chiamata non solo una religione, ma anche un “modo di vivere,” il che ha reso piuttosto difficile tracciare una netta distinzione tra ebraismo, cultura ebraica, e identità ebraica. 

Nello Stato di Israele è in vigore la Legge del ritorno, in forza della quale chiunque sia in grado di dimostrare di essere figlio o nipote di un ebreo per via matrilineare o patrilineare, o sia convertito all’ebraismo, ha diritto alla cittadinanza israeliana. 

Ogni fase della vita di un ebreo, ogni settimana, ogni giorno e ogni attività è densa di significato. Tale significato viene dagli insegnamenti pratici dell’ebraismo, halachà in ebraico, che significa “la via”. Ciò include come un ebreo deve condurre i propri affari, come deve mangiare, come crescere una famiglia, come riposare e come alzarsi; ogni cosa ha uno scopo. Gli ebrei furono il primo popolo a rendere obbligatoria l’educazione pubblica. Gli ebrei sono tenuti a educare i loro figli nella Torà e a insegnare loro un mestiere. Gli adulti devono studiare Torà ogni giorno, almeno qualcosa al mattino e alla sera. Per un ebreo, la beneficienza non è solo una buona azione ma un obbligo morale. Gli ebrei sono tenuti a donare almeno il dieci percento dei loro guadagni a opere caritatevoli. Grande attenzione va data alla dignità dei bisognosi nell’aiutarli. 

La forma migliore di beneficienza è di fornire l’opportunità a qualcuno di guadagnarsi da vivere attraverso un lavoro. Carne di maiale, gamberetti, aragoste e molti altri cibi sono proibiti. La carne deve essere macellata secondo i rituali religiosi in modo da non far soffrire l’animale, e l’animale non può essere malato. Qualsiasi cibo preparato deve essere supervisionato per assicurare che ogni ingrediente sia kashèr, ossia idoneo alla consumazione secondo le regole prescritte. 

Dal tramonto di Venerdì fino a Sabato notte un ebreo non può lavorare né svolgere determinate attività. È proibito accendere un fuoco, e l’elettricità è considerata alla stessa stregua, il che significa che le luci vanno lasciate accese prima dell’inizio di Shabbàt, o collegate a un timer, e tutti i dispositivi elettronici vanno messi da parte. Fanno eccezione situazioni di vita o di morte, in cui è permesso svolgere attività altrimenti proibite per salvare una vita. 

Lo Shabbàt è un momento dedicato alla famiglia e alla comunità, si prega, si studia e ci si riposa. Lo Shabbàt ci ricorda che siamo un popolo libero e che il mondo è stato creato da D-o. È possibile unirsi al popolo ebraico, ma ciò deve essere fatto secondo l’halachà. Colui o colei che si converte deve accettare tutte le leggi che gli ebrei sono tenuti a osservare. Ciò viene fatto davanti a un tribunale di autorità ebraiche riconosciute. Gli uomini devono essere circoncisi. Un convertito è considerato un ebreo e un discendente di Avrahàm e può sposarsi con una persona nata ebrea. Gli ebrei non praticano il proselitismo e semmai scoraggiano chi mostra interesse alla conversione. Questo perché ogni persona è nata con una missione da compiere e non deve necessariamente essere ebrea per svolgere lo scopo che D-o le ha designato.

-La presenza ebraica in calabria 

Aschenez e Giudecca sono due nomi di vie che nella Reggio attuale sono note, frequentatissime, e che fanno parte del centro storico della città dello Stretto. Ma Aschenez e Giudecca sono nomi che non richiamano nè la civiltà greca nè quella romana, né altri personaggi che hanno avuto rilievo nel “passato reggino” notoriamente conosciuto.
Sono nomi che ricordano una storia che pochi conoscono: la storia degli Ebrei in Calabria. Secondo alcuni storici il numero più cospicuo di ebrei in città si ebbe intorno all’anno 70 d.C. quando Tito sedò la rivolta di Gerusalemme, distrusse la città e il suo tempio. I superstiti all’eccidio abbandonarono le loro terre per rifugiarsi in ogni parte del mondo allora conosciuto. Secondo Strabone, storico greco, questo rappresentò un afflusso di ebrei che si sommò alla comunità già preesistente in città. Molti di loro trovarono occupazione nei cantieri navali del porto di Reggio per costruire le galee utilizzate dai romani per traghettare le loro truppe nelle terre d’Oriente. A confermare la presenza ebrea nei secoli  III/IV secolo d.C. sono i resti della sinagoga, ricca di mosaici, rinvenuta alcuni anni fa presso Bova Marina, che dopo quella di Roma, è la più antica sinagoga occidentale. 

La Taxatio o Cedula subventionis del 1276 offre una documentazione attendibile che permette di stabilire che, in quell’epoca, comunità ebraiche erano presenti nella maggior parte delle località calabresi, grandi e piccole.
Gli Ebrei, riuniti nel proprio Ghetto o Iudeca, si reggevano con ordinamenti propri, secondo le proprie tradizioni. Costituivano, dunque, una comunità a parte, regolata da leggi differenti da quelle osservate dai Cristiani, quali, per esempio, l’osservanza del sabato e la celebrazione della Pasqua. Per gli atti di culto avevano la loro sinagoga e per l’istruzione la propria scuola, che, spesso, coincideva con la sinagoga stessa. 
Reggio la sinagoga era situata in una zona abitata da Cristiani e la promiscuità dava origine a non pochi inconvenienti. I Cristiani lamentavano le interferenze del rito ebraico durante lo svolgimento delle loro funzioni e, perciò, chiedevano che i Giudei distruggessero la sinagoga e ne costruissero un’altra nel proprio quartiere. Di fronte a questa situazione il governo angioino cercò di non scontentare né i Cristiani, né gli Ebrei. Fu dato ordine che, se le cose stavano come riferite dai cristiani, se, cioè, la sinagoga si trovava troppo vicino al loro quartiere, questa doveva essere demolita e gli Ebrei compensati in modo equo. Se, poi, i Cristiani non ne volevano la distruzione, ma preferivano utilizzare l’edificio, esso poteva essere loro concesso ad un prezzo congruo. E, in ogni caso, agli Ebrei era consentito di costruire una nuova sinagoga nella loro zona.
 
L’attività degli Ebrei si svolgeva soprattutto in campo economico e commerciale. A Reggio essi avevano nelle loro mani l’industria della seta e della tintoria. Gli Ebrei applicavano il metodo di tingere i tessuti con l’indaco e i prodotti pregiati venivano esposti e venduti non solo nelle principali fiere del Regno, ma anche nel resto d’Italia, in FranciaSpagna e nell’Africa mediterranea. La convivenza tra gli Ebrei e i Cristiani, tuttavia, non fu sempre pacifica. Nel 1264 gli Ebrei di Castrovillari uccisero il B. Pietro da S. Andrea,  fondatore e propagatore del francescanesimo in Calabria. Altre volte furono i Cristiani ad infierire sugli Ebrei, accusati di pratiche malefiche, nefandezze ed altri misfatti. Così, nel 1422, essi furono additati come colpevoli di avvelenare le acque delle fontane di Montalto e dei paesi vicini.

Gisella Carullo

Di Eros Robbuano

“Brave  Women” significa donne coraggiose. Ma chi sono secondo me queste donne coraggiose? Beh sono donne che nonostante la vita non sia stata dalla lo parte riescono ad ispirarci oppure semplicemente donne che hanno fatto la differenza e nell’articolo di oggi voglio parlarvi di tre donne che hanno inventato degli oggetti che hanno innovato la nostra vita o che semplicemente usiamo quotidianamente.

Mary Anderson- Il tergicristallo

Ogni volta che piove e stiamo guidando il parabrezza viene ricoperto di gocce e per evitare di provocare incidenti azioniamo il tergicristallo. Ma quanti di voi sapevano che ad inventarlo è stata una donna, praticamente nessuno. L’inventrice di questo dispositivo è stata Mary Anderson, che durante una visita a New York, nel 1903 osservò un autista del tram che teneva aperti i finestrini del veicolo per poter pulire il parabrezza dalla neve. Quando ritornò in Alabama incominciò a disegnare uno strumento manuale per tenere pulito il vetro che consisteva in una leva interna all’auto che muoveva una stecca di gomma all’esterno del parabrezza, inoltre questa stecca era rimovibile in base alle proprie esigenze. Il tergicristallo di Mary Anderson compare sulla prima macchina nel 1922 quando la fabbrica automobilistica Cadillac installò la sua creazione come accessorio standard  sulle proprie macchine.

Elizabeth Magie- Monopoly

Chi non ha mai giocato con i propri amici o con i parenti al gioco da tavolo chiamato Monopoly?! A inventarlo fu Elizabeth Magie nel 1904 con il nome The Landlord’s Game, ovvero “il gioco del padrone di casa”. Il gioco in principio fu concepito non come un gioco da tavolo, ma come uno strumento didattico per insegnare alle persone la teoria dell’imposta unica dell’economista Henry George di cui era una seguace. Elizabeth riuscì a depositare il brevetto, fino a quando nel 1935 non lo vendette all’azienda Parker Brothers e nello stesso anno Charles Darrow  vende alla Parker Brother il gioco chiamato Monopoly che era una copia di quello di Elizabeth Magie. La donna riuscì a riottenere la paternità del proprio gioco da tavolo grazie anche a delle interviste al “The Washington Post” e al “The Evening Star”.

Maria Telkes- Pannelli solari

 Lo sapevate che una delle nuove tecnologie che ci permette  di ricavare energia elettrica dai raggi del sole è stata inventata da una donna. Stiamo parlando di Maria Telkes, soprannominata anche “Sun Queen”, che nel 1939 collaborò per la costruzione di una abitazione “solare” chiamata Dover House. Maria Telkes propose un ingegnoso sistema che consisteva nel far circolare l’aria calda, raccolta nei pannelli solari, attraverso serbatoi,isolati termicamente, pieni di solfato di sodio decaidrato. Questo sale ha una particolare proprietà che gli permetti di passare allo stato liquido a temperature superiori a 32°C, assorbendo il calore, e di tornare allo stato cristallino quando la temperatura si abbassa, sempre restituendo la stessa quantità di calore. La Dover House venne completata nel 1948 ed era l’inizio del suo impegno nel campo solare, infatti oltre a questa casa solare progettò un distillatore solare usato durante la seconda guerra mondiale e dei frigoriferi basati sull’effetto termoelettrico contrario.

Queste tre donne ci hanno rivoluzionato la vita, magari senza di esse non avremmo avuto ciò che esse hanno inventato.  Sono figure che ci fanno riflettere e che possono far riflettere.