a cura di Matteo Covillo

Un film per ogni anno

Arrivati alla soglia del 2020, è giunto il momento di voltarsi indietro e capire quali film negli ultimi dieci anni ci hanno colpito di più, di anno in anno.

2010: The Social Network, di David Fincher. Il promettente duo Jesse Eisenberg – Andrew Garfield a racconta la nascita di Facebook, il social network che ha cambiato il mondo.

2011: Quasi Amici

Il film che ha reso famoso Omar Sy, qui al fianco di François Cluzet, è un’opera dolce e reale sull’amicizia.

2012: Hunger Games

Il primo capitolo della saga che ha lanciato Jennifer Lawrence. Ispirato all’omonimo romanzo.

2013: Il Grande Gatsby

Uno dei miei film preferiti, con uno dei miei attori preferiti, trasposizione cinematografica di uno dei miei libri preferiti. Meritava molto di più.

2014: Grand Budapest Hotel

Alla cerimonia degli Oscar ha vinto per trucco e acconciatura, costumi e scenografia, e infatti il film di Wes Anderson è un viaggio colorato a metà tra commedia e giallo.

2015: Spectre

Capitolo numero 24 della saga di James Bond, con uno dei Daniel Craig più in forma degli ultimi anni.

2016: La battaglia di Hacksaw Ridge

Ancora Andrew Garfield, qui nei panni di Desmond Doss, obiettore di coscienza che rifiutò di combattere durante la Seconda Guerra Mondiale e si dedicò alla medicina.

2017: La bella e la bestia

È quello di Bill Condon l’unico live action Disney che inserisco in questa top 10, forte di una Emma Watson perfettamente calata nella parte.

2018: Infinity War

Non poteva mancare il crossover evento della famiglia Marvel. Tra tutti i film del Mcu, questo è il più forte.

2019: Joker

Quello di Todd Philipps è un ritratto socialmente ed emotivamente fedele al tempo in cui viviamo. E Arthur Fleck è un po’ tutti noi.

a cura di Ferdinando Paviglianiti

Senofonte fu uno storico e soldato ateniese che visse il periodo di crisi profonda della polis greca. Da soldato, combatté ai confini col mondo barbarico asiatico, per poi vivere da esiliato a Scillunte, piccola città vicino ad Olimpia. Quando rientrò ad Atene ebbe modo di servire presso la scuola di Socrate, di cui fu allievo. Non considerato fra gli storici più illustri, fu però considerato dai posteri come un uomo umile e generoso, con grande doti di scrittore: riportò preziose informazioni dai suoi viaggi.

Scrisse le Anabasi in cui descrive la spedizione dei mercenari greci (di cui faceva parte) alla mercé di Ciro dal 401 al 399 a.C., un’opera di grande interesse sia storico che etnografico. L’Anabasi ebbe un grande successo nel mondo antico e non solo soprattutto per lo stile di Senofonte, utilizzato anche come manuale per il bello scrivere.

Ancora scrisse un’opera intitolata Elleniche che narra la storia della Grecia negli anni compresi fra il 411 e il 362 a.C.. Per quest’opera Senofonte attinse dallo stile tucidideo e non solo: infatti ebbe modo di lavorare (per ciò che concerne i primi due libri) su degli appunti dello storico ateniese. Questi due libri sono una parentesi di grandezza per Senofonte che poi ricadrà in una certa superficialità storiografica nei libri successivi.

Altri autori minori ci hanno consegnato importanti reperti scritti: fra questi ricordiamo Teopompo di Chio vissuto intorno al 380 a.C. che redigette un enorme lavoro intitolato Filippiche, dedicato al re Filippo: il suo stile e la sua particolarità consisteva nello tracciare un profilo psicologico dei potenti e dei protagonisti della storia, insistendo spesso anche sui dettagli della vita privata; quest’ultima particolarità gli procurò grande fama.

Eforo fu uno storico che visse nel IV secolo a.C.: della sua vita sappiamo poco o niente. Fu il primo a tentare di scrivere una storia universale della Grecia. Non ci sono giunti frammenti della sua opera.

L’Anonimo di Ossirinco merita la giusta considerazione: anonimo in quanto ci sono giunti dei frammenti papiracei di questo scrittore dallo scavo di Ossirinco, cittadina nell’attuale Egitto. Vennero portate alla luce circa venti di quelle che possiamo considerare pagine moderne e prendono nome di Elleniche di Ossirinco, sulla scia delle Elleniche di Senofonte egli ricostruisce un percorso storico di una certa lucidità e rigorosità.

Strabone (58 a.C. – 25 d.C.) fu autore della più corposa opera geografica dell’antichità, intitolata Geografia, composta di 17 libri scritti in greco. Strabone è stato un estimatore della cultura romana, tanto da trasferirsi a Roma. Lo scopo principale dei suoi studi era quello di descrivere gli spazi della terra e del mare ove l’uomo avesse fatto la sua comparsa: non era dunque interessato alla scoperta e alla divulgazione di luoghi non conosciuti, ma piuttosto alla comprensione del perché l’uomo si sia insediato in particolari siti geografici piuttosto che altri. Egli stabilisce una stretta relazione fra il progredire di un popolo e la vicinanza col mare: nell’ordine descriverà Europa, Asia e Africa, fornendo un quadro di notizie che in futuro sarebbero tornate preziosissime ai capi militari. Infine, Strabone scrisse anche un’importante opera storica, redatta in 47 libri, intitolata Ιστορικὰ ὑπομνήματα, vale a dire Le memorie storiche, che iniziava dal 144 a.C., anno in cui cessavano le narrazione delle Storie di Polibio: l’opera ha infatti un duplice titolo τὰ μετὰ Πολύβιον, vale a dire I fatti dopo le storie di Polibio.

Polibio vissuto intorno al 210 a.C. in buona parte in qualità di ostaggio a Roma, è lo scrittore di un inestimabile resoconto riguardante la prima e la seconda guerra punica: narra con grande precisione e ordine tutti gli eventi. Egli si preoccupa di trarre degli insegnamenti dalla storia, ad esempio come non ripetere errori nel futuro, e nel suo racconto le cause e le conseguenze politiche e morali hanno un risalto ben maggiore dei fatti. Inoltre il racconto storico di Polibio si basa anche sulla descrizione della geografia locale e addirittura dell’etnologia: celebri dei frammenti piuttosto incompleti, ma ritenuti magnifici, del brano sui Galli della Gallia Cisalpina (provincia romana a partire dal 90 a.C.). Dopo Tucidide e forse Erodoto, Polibio viene considerato il secondo storico per rilevanza.

Plutarco vissuto dal 50 al 120 d.C. a Cheronea in Beozia, fu a stretto contatto con l’elite culturale romana: infatti dopo aver terminato i suoi studi presso Atene, si recò presto a Roma dove divenne un importante insegnante. Questo sua dualismo geografico, metà greco e metà romano, lo portò a comporre le Vite parallele in cui ogni grande personaggio della storia greca veniva paragonato a un illustre Romano. Ricorse a una grande quantità di fonti, tanto da essere definito “scrittore di seconda mano”. Resta il fatto che lui fu un grande rielaboratore ed è merito suo se oggi siamo al corrente di preziosi informazioni storiche. A Plutarco si può far risalire la nascita del genere strettamente biografico, “la storia delle vite parallele”.