L’astronauta italiano Luca Parmitano, nonché colonnello dell’Aeronautica Militare, è ormai pronto da mesi per la sua seconda missione nello Spazio. Infatti dopo Volare (2013), si appresta a sbarcare nuovamente sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale) con la missione Beyond (in italiano “oltre”) che lo vedrà al comando dell’equipaggio a bordo della Soyuz, assieme al russo Alexandr Skvortsov e allo statunitense Andrew Morgan. Il nome della missione è stato scelto da Parmitano stesso, il quale ha affermato che Beyond non è un nome scelto a caso ma è un invito a guardare verso altri e nuovi orizzonti. Manca ormai poco al lancio della missione: l’astronauta dell’ESA e il suo team si stanno preparando alla partenza prevista sabato 20 luglio, nel giorno del 50° anniversario dello sbarco sulla Luna. 

Chi è Luca Parmitano?

Luca Parmitano nasce a Paternò (un piccolo Comune in provincia di Catania) il 27 settembre 1976. Qui, nel 1995 si diploma al liceo scientifico “Galileo Galilei” di Catania frequentando il quarto anno all’estero negli Stati Uniti, in California, grazie a una borsa di studio offerta da Intercultura. È proprio durante quell’anno in America che abbraccia la prima volta l’idea di solcare i cieli di tutto il mondo. Infatti parte del merito bisogna darlo all’esperienza in America che gli ha permesso di conoscere il padre della famiglia che lo aveva accettato nello scambio il quale era un pilota americano. L’uomo diventerà un punto di riferimento e il suo incontro sarà per lui la svolta per ciò che il giovane astronauta vorrà realizzare in futuro. Così, rientrato in Italia, Parmitano decide di entrare in Accademia Aeronautica, frequentando nel ’95, il corso Sparviero IV presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Si laurea in Scienze Aeronautiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 1999 portando poi a termine l’addestramento base con la U.S. Air Force alla Euro-Nato Joint Jet Pilot Training in Texas nel 2001. Nel maggio del 2009 viene selezionato come astronauta ESA (Agenzia Spaziale Europea) e il 28 maggio 2013 effettua la sua prima missione spaziale la quale prevedeva inoltre la partecipazione di Parmitano ad alcune passeggiate spaziali. Con 7 ore e 39 minuti di passeggiata nello Spazio, Parmitano diventa così il primo astronauta italiano a svolgere attività extraveicolari. Il 20 luglio 2019 sarà il primo astronauta italiano a comandare la Stazione Spaziale Internazionale.

La missione Beyond

Dopo la missione Volare, la nuova avventura spaziale di Luca lo porterà a vivere circa 200 giorni nel primo avamposto umano nello Spazio: Luca potrebbe conquistare un altro primato in orbita per la maggiore permanenza nello spazio, ad oggi detenuto dall’italiana Samantha Cristoforetti, rimasta ben 199 giorni in orbita. Parmitano partirà alla volta della Stazione Spaziale Internazionale dal Cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan, alle 18:29 ora italiana. Saranno ben 51 gli esperimenti di cui si occuperà direttamente Parmitano, di cui tra i più significativi:

Analog-1: Dalla ISS Luca Parmitano controllerà in tempo reale le attività di un rover robotico in un’area desertica dell’isola spagnola di Lanzarote. L’esperimento assume fondamentale importanza dato che sarà sempre più importante capire se e come in futuro gli astronauti, in orbita intorno a pianeti e lune distanti, potranno istruire i robot a svolgere compiti difficili e a fabbricare una base prima dell’atterraggio dell’uomo. 

Life Support Rack: L’astronauta continuerà lo sviluppo e la verifica delle prestazioni di questo strumento, a bordo della ISS dallo scorso anno, che consente di produrre ossigeno estraendolo dall’anidride carbonica emessa dagli astronauti. 

Settore commerciale: Per la prima volta Luca Parmitano e il suo team, si troveranno nelle condizioni di effettuare esperimenti e collaborazioni commerciali sulla ISS, cosa che, come ha detto lui (durante la sua conferenza stampa dell’11 maggio nella sede italiana dell’ESA a Frascati) non esistevano nel 2013 durante la precedente missione. Privata e commerciale sarà anche la capsula Crew Dragon di SpaceX, con a bordo gli astronauti NASA Doug Hurley e Bob Behnken, il suo arrivo è previsto a novembre.

“Lavorare sull’avamposto orbitale è l’unico modo per capire di quali conoscenze scientifiche e di quali tecnologie abbiamo bisogno per poterci spingere oltre ed esplorare i limiti delle capacità umane”. – Luca Parmitano

Luigi Chianese

Recensione “Naruto” di Gisella Carullo

Naruto (NARUTO -ナルト-?) è un manga scritto e disegnato da Masashi Kishimoto e pubblicato dall’ottobre 1999 al novembre 2014 sulla rivista Weekly Shōnen Jump di Shūeisha, per un totale di 15 anni di serializzazione. I 700 capitoli realizzati sono stati raccolti in 72 volumi tankōbon sotto l’etichetta Jump Comics; il manga è stato tradotto e pubblicato in diverse lingue, tra cui in inglese da Viz Media, in italiano da Planet Manga, in francese da Kana, in tedesco da Banzai! e in spagnolo da Glénat.

La trama segue le avventure e le vicissitudini del giovane Naruto Uzumaki, il quale, partendo da ninja inetto e diventando via via più forte, cerca di cambiare il suo mondo, inseguendo il sogno di diventare hokage.

Dal manga sono state tratte due serie televisive anime entrambe prodotte dalla Pierrot e andate in onda su TV Tokyo: la prima, Naruto , composta da 220 episodi e adattante i primi 27 volumi del fumetto, è stata trasmessa in Giappone dal 3 ottobre 2002 all’8 febbraio 2007; la seconda, Naruto: Shippuden : Le cronache dell’uragano”), andata in onda dal 15 febbraio 2007 al 23 marzo 2017, è l’adattamento animato dei volumi dal 28 in poi. Inoltre, la serie è stata trasposta in altri media come romanzivideogiochifilm e OAV.

Naruto è una delle serie manga e anime più famose e di successo. Con oltre 250 milioni di copie è il terzo manga più venduto al mondo, subito dietro One Piece e Dragon Ball.

E’ un manga che non si è fatto amare subito da me, pensavo si trattasse di semplice combattimento, ed invece il manga racchiude un significato importante, non scontato e per nulla banale, ma mano a mano che andavo oltre, Naruto ha saputo conquistarmi. Ogni singolo personaggio ha una storia ed un vissuto che lo ha segnato.  Sono riuscita, gradualmente, ad entrare nella storia e a conoscere tutti i personaggi e mi sono fatta un’idea molto chiara del mondo dei ninja e delle loro tecniche di combattimento. 
Non credevo che potesse prendermi così tanto, anzi ero sicurissima del contrario. La seconda parte è stata più accattivante della prima. In primis perché i protagonisti e gli altri persoanggi che fanno da “sfondo”si sono evoluti sul piano sia fisico che morale, sicché la storia prende una via più adulta rispetto alla precedente e di conseguenza la storia si fa più seria. I “cattivi” del nostro anime, si sono appunto di gran lunga migliorati e con un background che stupisce. Le scene di combattimento vengono magnificamente e graficamente rappresentate e in particolar modo il combattimento tra Pain/Nagato e Naruto. 
I cattivi sono stati descritti con abile ingegno, e non sono mancate le scene ricche di azione e suspance. Una caratteristica che ho colto durante la lettura è che i “ cattivi” non rappresentano l’emblema del malvagio per eccellenza, ma sono stati portarti, a causa di forze maggiori, a comportarsi così.  In fondo anche loro hanno ancora una piccola parte di “bontà\umanità” che in alcuni casi riuscirà a fare capolino. Ecco ! un aspetto che mi è particolarmente piaciuto di questo anime è la possibilità dei personaggi di redimersi e quindi avere una seconda possibilità, per riscattarsi. A ognuno di loro, anche quando sembravano spacciati, gli viene concessa la possibilità di poter tornare indietro, ripensare ai propri errori e a cambiare il loro destino e quello degli altri, in meglio. 
Ottime anche la scelta delle ambientazioni perle scene di azione e movimento.  I combattimenti si basano sull’uso del chakra, centri di energia non visibili all’occhio nudo ma che sfrutteranno i personaggi per realizzare arti magiche e illusorie: molto descrittive le varie tecniche sfruttate. Tra i personaggi che ho apprezzato, sicuramente: Naruto, Uchiha Sasuke, Haruno Sakura, Hatake Kakashi, Obito Uchiha e per concludere l’antagonista per eccellenza Uchiha Itachi. Per concludere vi lascio con una delle tante frasi di Naruto che mi ha colpito:
Anche quando sbagli conservi grande dignità. Osservarti mi colpisce sempre perché non sei perfetto, e così commetti degli errori, ma ogni volta hai la forza di ripartire, e io penso sia quella la vera forza”.

“Io sono soltanto una cosa, e nient’altro che quella: un clown. Questo mi mette su un livello superiore a qualsiasi uomo politico”. (Charlie Chaplin, “The Observer”, 17 giugno 1960).

Assistiamo a una spettacolarizzazione della politica, aveva previsto bene circa sessanta anni fa il sociologo ‎Guy Debord che aveva acutamente intuito che in un ottica futura le politiche nazionali, manipolate da forze extraterritoriali invisibili, avrebbero perso il loro potere decisionale e di influenza. Il risultato sarebbe stato che la politica da confronto su temi seri si sarebbe trasformata, con la diffusione della televisione (non esistevano ancora i social media a quel tempo), progressivamente, in un grande talk-show dai tratti circensi e comici.

illustrations/donald-trump-pop-art-presidente

Il candidato più teatrale, mediatico, ironico e incisivo nello sparare colpi di lingua sarebbe stato seguito e approvato da un popolo abituato all’amoralità e alla perdita della sensibilità.

In una comunità simile (si riferiva ovviamente a quelle occidentali) la vittoria elettorale sarebbe stata un’opportunità di esibire ulteriormente la propria vena teatrale in tutte le piazze! Compreso il parlamento, trasformato in una tenda da circo!

“De Mita e Craxi hanno impiegato anni per diventare famigliari al grande pubblico: e se ci sono riusciti devono anche ringraziare la nostra parodia. Abbiamo contribuito e renderli più popolari”. (Pier Francesco Pingitore, “Televenerdì”, 13 gennaio 1995)

“Con la mia satira io rendo così grande certa gentuccia che finiscono per diventare degni oggetti per la mia satira e nessuno può aver niente da rimproverarmi”. (Karl Kraus, Detti e contraddetti)

“Certi personaggi mediocri li abbiamo fatti crescere fin troppo, noi che facciamo la satira. Non lo meritano. In futuro, per squalificarli, dovremmo cominciare a ignorarli”. (Antonio Ricci, “l’Espresso”, 5 gennaio 1995)

“Ormai i giornali mi chiedono l’opinione anche sulla proporzionale, si vede che in un momento di vuoto politico la linea politica la dettano i comici”. (Paolo Rossi, “il manifesto”, 16 dicembre 1992)

“Tra Massimo D’Alema e Walter Veltroni scelgo Roberto Benigni. Bisogna anzitutto attirare la simpatia dei giovani verso il partito e per questo credo che Roberto Benigni sia la persona adatta al ruolo di segretario del Pds, almeno per un po’, in modo da rendere il partito più simpatico e tradizionale”. (Oliviero Toscani, “la Repubblica”, 16 giugno 1994).

“Non mi è mai piaciuta la condizione dell’attore che stando sul palco sa già che quelli di sotto sono d’accordo con lui, per cui basta stimolarli con la nota giusta perché scoppi un applausone… Anche quando mi trovo a lavorare su uno come Berlusconi che ha tutte le caratteristiche del personaggio “cattivo”, ho sempre il dubbio che le cose siano più complicate di quel che sembrano. È un problema che vale per tutta la satira: un genere sempre obbligato a semplificare troppo la realtà”. (Sabina Guzzanti, “la Repubblica”, 17 luglio 1994)

“Sto ancora studiando il nuovo tipo di coatto. Il bullo della Seconda Repubblica è molto confuso, non ha più punti di riferimento. Quello degli anni Settanta inseguiva un po’ i miti del decennio prima. Quello di adesso è meno logorroico. E io sto ancora prefezionando il suo linguaggio”. (Carlo Verdone, “il Venerdì di Repubblica”, 10 febbraio 1995)

“Io ne sono ormai sicuro: uno, dieci, cento sberleffi non fanno un graffio al potere. Non oggi, non al potere di oggi. Facciamo ridere di Berlusconi? Tra quelli che ridono, una minoranza trova conferma dei suoi dubbi e delle sue critiche, la maggioranza invece digerisce tutto come una barzelletta, innocua se non benefica per i personaggi principali della storia. Una volta l’ironia poteva far sobbalzare il potere, c’era infatti un triangolo: il potere, poi la cultura e poi la maggioranza silenziosa. Adesso invece la maggioranza silenziosa e il potere sono la stessa cosa, ed entrambi hanno in antipatia la cultura che c’era. Se scherzi, sghignazzano anche loro, se fai sul serio si incazzano”. (Paolo Villaggio, “la Repubblica”, 27 ottobre 1994)

“Domani fondo un nuovo partito, il partito del “Come va? Bene, grazie”. E alle prossime elezioni mi candido. Scommettiamo che batto tutti?”. (Beppe Grillo, “Corriere della Sera”, 30 giugno 1994)

“Grazie a Dio la politica è diventata spettacolo. Non è più quella cosa incomprensibile guidata da una minoranza fumosa che ne parlava bene per non farsi capire”. (Renzo Arbore, “la Repubblica”, 7 febbraio 1995)

Scriveva nella Società dello spettacolo del 1967 “la realtà sorge nello spettacolo, e lo spettacolo è reale. Chiaramente l’obiettivo dello spettacolo è quello di legittimare se stesso oltre che i rapporti sociali di produzione dei quali è guardiano, e di conseguenza si presenta in continuazione (e senza possibilità effettive di contestazioni) come un elemento intrinsecamente positivo. La spettacolarizzazione della realtà prende, in un certo senso, il posto della politica, realizzando «l’esilio dei poteri umani in un luogo sfuggente e sconosciuto ai confini del proprio paese» e fungendo da guardiano del sonno della «società moderna incatenata», di cui è il cattivo sogno”

Ferdinando Paviglianiti